{"id":1931,"date":"2010-10-12T20:58:56","date_gmt":"2010-10-12T18:58:56","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazioneunich.net\/?p=1931"},"modified":"2023-12-17T13:25:17","modified_gmt":"2023-12-17T12:25:17","slug":"parkinson-il-cesi-scopre-un-nuovo-farmaco","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazioneunich.com\/index.php\/storia\/parkinson-il-cesi-scopre-un-nuovo-farmaco\/","title":{"rendered":"Parkinson, il Cesi scopre un nuovo farmaco"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"682\" src=\"https:\/\/fondazioneunich.com\/wp-content\/uploads\/Parkinson-1024x682.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1944\" srcset=\"https:\/\/fondazioneunich.com\/wp-content\/uploads\/Parkinson.jpg 1024w, https:\/\/fondazioneunich.com\/wp-content\/uploads\/Parkinson-300x200.jpg 300w, https:\/\/fondazioneunich.com\/wp-content\/uploads\/Parkinson-768x512.jpg 768w, https:\/\/fondazioneunich.com\/wp-content\/uploads\/Parkinson-520x346.jpg 520w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>\u00a0<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\"><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fondazioneunich.com\/wp-content\/uploads\/parkinson-640x360.jpeg\" alt=\"\" \/>Un farmaco per fermare i movimenti involontari nel Parkinson e uno per rallentare il decorso della malattia. Nuove frontiere in sperimentazione nel Centro di ricerca del Cesi, polo di scienze dell\u2019invecchiamento della Fondazione \u00abGabriele d\u2019Annunzio\u00bb. \u00abIn questo Clinical research Center\u00bb, dice Marco Onofrj, ordinario di neurologia presso l\u2019universit\u00e0 \u00abGabriele d\u2019Annunzio\u00bb di Chieti, \u00ababbiamo valutato tutte le molecole lanciate sul mercato negli ultimi anni, cos\u00ec come stiamo considerando quelle che usciranno a breve e che stanno gi\u00e0 dando ottimi risultati nel controllo della malattia di Parkinson\u00bb. Dopo la partecipazione di studiosi locali a un lavoro internazionale sui meccanismi del cancro alla prostata, emergono altri punti di eccellenza nella ricerca scientifica locale, non di base questa volta, ma applicata, ossia pi\u00f9 vicina allo sviluppo di terapie mirate sui pazienti.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">La linea diretta tra ricerca e corsia dell\u2019ospedale \u00e8 da diverso tempo una realt\u00e0 a Chieti. Il laboratorio dove si stanno sperimentando questi nuovi farmaci su patologie neurologiche \u00e8, a esempio, strettamente collegato al Centro per la cura dei disturbi del movimento della clinica neurologica dell\u2019ospedale clinicizzato, polo di riferimento per circa 1000 pazienti l\u2019anno, provenienti da tutto l\u2019Abruzzo ma anche dalle altre regioni limitrofe. \u00abCi sono pazienti, circa sessanta-settanta l\u2019anno, che accettano di sottoporsi alle terapie innovative, controllate ovviamente dal ministero della salute, in sperimentazione nel nostro centro di ricerca\u00bb, continua il professor Onofrj, \u00abdove esiste un\u2019unit\u00e0 di medicina comportamentale, in cui vengono sviluppati nuovi protocolli per la sperimentazione clinica\u00bb. Nuovi farmaci o anche l\u2019innovazione di alcuni che sono gi\u00e0 in commercio, come uno, in particolare, utilizzato molto negli ultimi anni, che verr\u00e0 immesso sul mercato in compresse a rilascio prolungato a somministrazione unica giornaliera. \u00abQuesta formulazione\u00bb, aggiunge il docente universitario, \u00abdovrebbe ottimizzare il funzionamento del farmaco. Ne saranno avvantaggiati, tra gli altri, i pazienti che hanno un quadro clinico piuttosto complesso, che devono assumere farmaci diversi per gestire i sintomi della malattia e di altre patologie concomitanti. La possibilit\u00e0 di ridurre il numero di compresse da assumere, senza dover rinunciare all\u2019efficacia della terapia, dovrebbe aiutarli a curarsi pi\u00f9 volentieri e meglio\u00bb. Novit\u00e0 dunque importanti per questa patologia, che in Abruzzo, come nel resto del mondo, colpisce tra l\u20191 e il 2 per cento della popolazione con et\u00e0 superiore ai 65 anni. Negli ultimi dieci anni le indagini genetiche hanno permesso, poi, di individuare alterazioni del Dna legate all\u2019esordio giovanile del Parkinson.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">In Abruzzo attualmente questa malattia viene curata meglio rispetto ad alcuni anni fa. \u00abIl merito si deve al fatto di aver formato una nuova generazione di sanitari\u00bb, conclude il professor Marco Onofrj, impegnata da circa venticinque anni nella cura del morbo di Parkinson in Abruzzo, \u00abin grado di riconoscere l\u2019esordio della malattia fin dagli stadi sintomatologici pi\u00f9 precoci\u00bb.<\/p>\n<p>12 OTTOBRE 2010 \u2013 QUOTIDIANO IL CENTRO<br \/><a href=\"http:\/\/www.ilcentro.it\/chieti\/parkinson-il-cesi-scopre-un-nuovo-farmaco-1.585765?utm_medium=migrazione\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.ilcentro.it\/chieti\/parkinson-il-cesi-scopre-un-nuovo-farmaco-1.585765?utm_medium=migrazione<\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Un farmaco per fermare i movimenti involontari nel Parkinson e uno per rallentare il decorso della malattia. 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