{"id":1974,"date":"2018-03-17T22:32:04","date_gmt":"2018-03-17T21:32:04","guid":{"rendered":"http:\/\/www.fondazioneunich.net\/?p=1974"},"modified":"2023-12-17T13:13:12","modified_gmt":"2023-12-17T12:13:12","slug":"lotta-ai-tumori-ecco-la-proteina-che-rende-le-cellule-piu-aggressive","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/fondazioneunich.com\/index.php\/storia\/lotta-ai-tumori-ecco-la-proteina-che-rende-le-cellule-piu-aggressive\/","title":{"rendered":"Lotta ai tumori, ecco la proteina che rende le cellule pi\u00f9 aggressive"},"content":{"rendered":"\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/fondazioneunich.com\/wp-content\/uploads\/2018\/03\/DiCarloEmma.jpg\" alt=\"\" width=\"100%\" \/><\/p>\n\n\n\n<p style=\"text-align: justify;\"><em><strong>Lo studio dell\u2019Unit\u00e0 di anatomia patologica del Cesi di Chieti pubblicato su Cancer Research. Bloccare l\u2019Interleuchina 30 aprirebbe nuovi scenari per la cura del cancro alla prostata<\/strong><\/em><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Articolo di ANGELA BAGLIONI \u2013 17 MARZO 2018 \u2013 QUOTIDIANO IL CENTRO<br \/><a href=\"http:\/\/www.ilcentro.it\/pescara\/lotta-ai-tumori-ecco-la-proteina-che-rende-le-cellule-pi%C3%B9-aggressive-1.1860536\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">http:\/\/www.ilcentro.it\/pescara\/lotta-ai-tumori-ecco-la-proteina-che-rende-le-cellule-pi%C3%B9-aggressive-1.1860536<\/a><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">PESCARA. Si chiama \u201cInterleuchina 30\u201d, ed \u00e8 associata a quasi il 70% dei casi di carcinoma prostatico di alto grado e stadio. \u00c8 la \u201csorvegliata speciale\u201d dell\u2019Unit\u00e0 Operativa di Anatomia patologica e Immuno-oncologia, diretto dalla professoressa Emma Di Carlo, del Centro di Scienze dell\u2019invecchiamento e Medicina traslazionale dell\u2019Universit\u00e0 d\u2019Annunzio di Chieti. Riuscire a bloccarla \u00e8 la \u201cmission\u201d dei ricercatori abruzzesi che la stanno studiando grazie ai fondi di un bando del Ministero della Salute, vinto nel 2015. I soldi sono arrivati nel 2016, e in poco pi\u00f9 di un anno sono gi\u00e0 disponibili i primi risultati. Il dottor Carlo Sorrentino e la dottoressa Stefania Ciummo, sono i principali autori degli esperimenti.<br \/>I medici del laboratorio di Immunologia cellulare dell\u2019Istituto scientifico San Raffaele di Milano, invece, hanno isolato e fornito le cellule staminali di carcinoma prostatico con le quali sono state effettuate le sperimentazioni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">COS\u2019\u00c8. Interleuchina 30 \u00e8 una proteina prodotta dal sistema immunitario, che secondo lo studio abruzzese di prossima pubblicazione sulla rivista Cancer Research, \u00e8 in grado di condizionare il comportamento delle cellule staminali del cancro alla prostata, rendendole pi\u00f9 aggressive. Una molecola, osserva la professoressa Di Carlo, \u00abche ha un ruolo cruciale nell\u2019insorgenza e nella progressione della malattia\u00bb. Per capire i meccanismi di azione dell\u2019Interleuchina 30 sono stati avviati studi in vitro e in vivo. \u00abOggi \u00e8 noto\u00bb, prosegue Di Carlo, \u00abche le cellule staminali tumorali, cellule rarissime, hanno un ruolo nell\u2019insorgenza ma anche nella metastatizzazione di un tumore, perch\u00e9 hanno una enorme capacit\u00e0 di disseminarsi\u00bb. Sono loro a causare un ritorno di malattia, anche a distanza di molti anni, quando riescono a sopravvivere alle terapie. A renderle cos\u00ec forti \u00e8 proprio l\u2019Interleuchina 30, che stimola l\u2019espansione e la prolificazione cellulare. Per dirla in soldoni, \u00abla molecola fa s\u00ec che le cellule staminali tumorali sfuggano al controllo da parte del sistema immunitario. Inoltre, favorisce la angiogenesi tumorale (la capacit\u00e0, da parte di un tumore, di formare una rete di vasi attraverso i quali si alimenta, ndr), e la metastatizzazione.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">LA SFIDA. A questo punto i ricercatori hanno pensato di \u201cbloccare\u201d la molecola e valutarne gli effetti. \u00abAttraverso tecniche di ingegneria genetica\u00bb, spiega la professoressa Di Carlo, \u00abnelle cellule staminali tumorali abbiamo bloccato la sintesi dell\u2019Interleuchina 30\u00bb. I risultati sono stati sorprendenti: \u00abAbbiamo riscontrato\u00bb, prosegue la ricercatrice, \u00abun rallentamento della proliferazione e della capacit\u00e0 di rinnovamento in vivo. Nei topi abbiamo riscontrato che le cellule che avevano subito il \u201csilenziamento\u201d del gene dell\u2019Interleuchina 30 erano meno tumorigeniche. Un numero altissimo non sviluppava il tumore, e nei pochissimi casi in cui avveniva, la crescita tumorale era lentissima\u00bb. In sintesi, il blocco della produzione di questa molecola nelle cellule tumorali \u00abostacola l\u2019insorgenza di questo cancro o ne rallenta significativamente la progressione e la metastatizzazione. Stiamo scoprendo e bloccando i meccanismi usati da questa molecola per favorire il tumore \u00bbAl contrario, nei soggetti nei quali l\u2019Interleuchina 30 non era stata \u201csoppressa\u201d, si \u00e8 assistito a una disseminazione sistemica di cellule tumorali. Si lavora anche sul fronte delle nano-tecnologie, sempre per cercare di bloccare in maniera selettiva, a livello prostatico, la produzione della molecola attraverso dei nano-vettori.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ARMA. L\u2019immuno-oncologia oggi sta diventando una scienza di primaria importanza, per individuare terapie immunologiche personalizzate. \u00abL\u2019obiettivo\u00bb, spiega la professoressa Di Carlo, \u00ab\u00e8 curare o prevenire le patologie oncologica sfruttando le potenzialit\u00e0 del sistema immunitario\u00bb. Altro obiettivo \u00e8 quello di estirpare tutte cellule malate, ma in maniera personalizzata. \u00abIn questo senso\u00bb, spiega Di Carlo, \u00ablo studio del cosiddetto micro ambiente tumorale del singolo paziente \u00e8 importante\u00bb.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">L\u2019ORIZZONTE. Dopo il cancro alla prostata lo studio riguarder\u00e0 anche il carcinoma mammario. L\u2019anno scorso, infatti, la molecola \u00e8 stata riscontrata in 150 casi di tumori mammari con caratteristiche di maggiore malignit\u00e0 (il cosiddetto carcinoma triplo negativo con Her2 positivo). Al momento, la presenza di Interleuchina 30, viene considerata un indicatore prognostico.<br \/>In questo momento nel laboratorio \u00e8 in corso un esperimento con alcuni topi \u201cprestati\u201d dalla Cina e dall\u2019America, animali modificati geneticamente e che non producono Interleuchina 30. \u00abStiamo notando che in assenza della capacit\u00e0 di produrre quella molecola, si riduce di molto il rischio di insorgenza\u00bb.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Lo studio dell\u2019Unit\u00e0 di anatomia patologica del Cesi di Chieti pubblicato su Cancer Research. 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